Farinata degli Uberti

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A questo personaggio, reso celebre dai versi di Dante, è dedicata la piazza più importante di Empoli, su cui si affaccia, oltre alla splendida Collegiata, Palazzo Ghibellino . L’edificio, di proprietà dei Conti Guidi, nel 1260, all’indomani della vittoria di Montaperti sui guelfi, si ritiene abbia ospitato il parlamento dei “Grandi Ghibellini”, in cui Farinata si oppose alla distruzione di Firenze.

X Canto dell’Inferno

      Ed el mi disse: «Volgiti! Che fai? 
Vedi là Farinata che s’è dritto: 
da la cintola in sù tutto ’l vedrai». 
      Io avea già il mio viso nel suo fitto; 
ed el s’ergea col petto e con la fronte 
com’avesse l’inferno a gran dispitto. 

      Com’io al piè de la sua tomba fui, 
guardommi un poco, e poi, quasi sdegnoso, 
mi dimandò: «Chi fuor li maggior tui?». 
      Io ch’era d’ubidir disideroso, 
non gliel celai, ma tutto gliel’apersi; 
ond’ei levò le ciglia un poco in suso; 
      poi disse: «Fieramente furo avversi 
a me e a miei primi e a mia parte, 
sì che per due fiate li dispersi». 
      «S’ei fur cacciati, ei tornar d’ogne parte», 
rispuos’io lui, «l’una e l’altra fiata; 
ma i vostri non appreser ben quell’arte». 

      Ond’io a lui: «Lo strazio e ’l grande scempio 
che fece l’Arbia colorata in rosso, 
tal orazion fa far nel nostro tempio». 
      Poi ch’ebbe sospirando il capo mosso, 
«A ciò non fu’ io sol», disse, «né certo 
sanza cagion con li altri sarei mosso. 
      Ma fu’ io solo, là dove sofferto 
fu per ciascun di tòrre via Fiorenza, 
colui che la difesi a viso aperto».